Olio di Palma: un Nemico della Salute. L’amata Nutella ne è piena.

olio di palma

E’ una materia grassa commercializzata soprattutto in forma solida come ad esempio il burro o la margarina. Proprio grazie a questa sua caratteristica è diventato l’ingrediente principale di quasi tutti i prodotti da forno.

 Il costo estremamente conveniente ha facilitato e accelerato questa scelta a livello industriale.

Cosa sono l’olio di palma e l’olio di palmisto?

Essi sono entrati a far parte della nostra alimentazione senza che i consumatori ne siano consapevoli, vengono infatti utilizzati largamente nell’industria alimentare (ad es:  merendine, biscotti, snack, grissini, crackers, alcune creme come la Nutella dove nella lista degli ingredienti compare al secondo posto subito dopo lo zucchero , fritture, etc…) sotto la generica dicitura di “oli e grassi vegetali”.

  • Dalla spremitura  della polpa del frutto di palma da olio  si ricava l’olio (o grasso) di palma  composto  per circa il 50% di grassi saturi (che favoriscono l’accumulo di colesterolo Ldl, detto anche “cattivo”)  e 40% di grassi monoinsaturi.
  • Dal seme invece deriva  l’olio di palmisto  caratterizzato da una percentuale maggiore di grassi saturi (85%) che lo rende ancora più nocivo rispetto all’olio di palma.

 

Perché l’Olio di palma fa male?

Come abbiamo accennato prima, è un grasso saturo. La pericolosità di un’assunzione eccessiva degli acidi grassi saturi è conosciuta da tempo: la lista degli studi che correlano un uso smodato con svariate malattie cardiovascolari è piuttosto lunga. Questo perché una delle caratteristiche più nocive dei grassi saturi è quella di favorire alti livelli di trigliceridi e di LDL (il cosiddetto “colesterolo cattivo”) e bassi livelli di HDL (il “colesterolo buono”).

Probabilmente questo olio non è (forse) peggio di altri grassi sul mercato.

Il punto non è quale grasso sia meglio o peggio per la salute in termini assoluti, quanto piuttosto relazionati alla quantità che ne assumiamo. E di olio di palma ne mangiamo troppo, una quantità esagerata.

Impatto sull’ambiente:

L’utilizzo su vasta scala di quest’olio nell’industria alimentare sta suscitando controversie per l’impatto che potrebbe avere anche in ambito sociale e ambientale. Per quanto riguarda l’aspetto sociale, il timore è che in alcuni casi la sottrazione di terre per la coltivazione di palme da olio possa aver danneggiato le popolazioni residenti. La questione ambientale riguarda invece i danni prodotti dalla deforestazione per la creazione delle coltivazioni, che secondo alcuni metterebbe ulteriormente a rischio specie animali già in via d’estinzione. 

Novità

Da quando la legge europea impone di dichiararlo esplicitamente tra gli ingredienti in etichetta (senza camuffarlo dietro la generica dicitura di “oli vegetali”), anche i produttori hanno iniziato a storcere il naso. Così diverse grosse catene di supermercati hanno già dichiarato che questo grasso tropicale sparirà dai loro prodotti. Coop, Esselunga, Ikea e LD market MD hanno aderito alla petizione (disponibile su change.org) promossa da “Il fatto alimentare” che chiede l’abolizione dell’olio di palma.

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