Cardiologo Roma: Come riconoscere la Fibrillazione Atriale e curarla.

Cardiologo RomaSi parla di fibrillazione atriale quando il battito cardiaco diventa irregolare e accelerato. La fibrillazione atriale è il disturbo cronico del ritmo cardiaco più frequente  (interessa l’1-2% della popolazione) e le probabilità di sviluppare tale condizione aumentano con l’avanzare dell’età.

In cosa consiste?

La Fibrillazione Atriale è caratterizzata dalla completa irregolarità della contrazione degli atri (le due cavità superiori del cuore). Nella FA il nodo seno-atriale (gruppo di cellule collocato nell’atrio destro che dà il via all’impulso elettrico) perde il “comando delle operazioni” e si crea una specie di “cortocircuito” che colpisce gli atri: questi vanno in fibrillazione, cioè si contraggono in modo irregolare e caotico, con una frequenza che può arrivare ad alcune centinaia di battiti al minuto. Frequenza tuttavia così alta da renderli inefficaci per pompare il sangue.

La FA ha modalità di comparsa molto variabili. In genere le crisi insorgono a riposo e all’improvviso, con sensazioni drammatiche di batticuore, debolezza e soffocamento.

Non è una patologia letale ma fortemente invalidante: chi ne ha sofferto una volta vive nel terrore che il cuore perda il ritmo, con conseguenze di angoscia e depressione che si protraggono per mesi.

 

Cause

Il disturbo può presentarsi senza l’evidenza di una sottostante malattia cardiaca.

Di seguito alcune patologie o condizioni che possono causare la FA:

  • L’ipertiroidismo (iperattività della tiroide)
  • Consumo di alcol
  • L’embolia polmonare (coaguli di sangue nei polmoni)
  • Polmonite
  • L’allargamento delle pareti del ventricolo sinistro.
  • Malattia coronarica.
  • Ipertensione.
  • Cardiomiopatia.
  • Pericardite.
  • Miocardite. Questa condizione provoca l’infiammazione del muscolo cardiaco.
  • L’avanzare dell’età.

 Cura

Se la fibrillazione atriale persiste, può essere necessario eseguire la Cardioversione Elettrica per ripristinare il regolare ritmo del cuore.

Se non è stato possibile eseguirla nelle prime ore dall’inizio dell’aritmia, dovrà trascorrere circa un mese di terapia anticoagulante per essere certi che non siano presenti in atrio eventuali coaguli, e solo allora si può procedere al tentativo di cardioversione elettrica.

È una procedura altamente efficace (circa nel 90% dei casi) che si effettua in anestesia generale di pochi minuti e richiede un breve ricovero di 24-36 ore, anche se in molti centri si esegue in regime di Day Hospital.

Nelle persone relativamente giovani o che tollerano male la fibrillazione atriale cronica o ricorrente, cioè che va e viene ripetutamente, si può tentare l’Ablazione transcatetere che  consiste nella eliminazione delle vie elettriche anomale tramite applicazione di calore con cateteri che raggiungono l’interno del cuore attraverso una vena della gamba.

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